venerdì , 21 luglio 2017
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Hashtag: istruzioni per l’uso

Hashtag: istruzioni per l’uso

Introdotti alla fine del 2007 su Twitter, gli hashtag sono diventati un punto fermo della comunicazione social mondiale. 
In questo articolo scoprirai cosa sono, come funzionano e come utilizzarli al meglio.

Va così che il simbolo di un tasto presente sulla tastiera del telefono si trasforma in una vera, grande rivoluzione comunicativa dell’ultimo decennio.
Rivoluzione che è riuscita a sconvolgere nel profondo il mondo dei social network, ma anche quello degli spot televisivi, della musica e dell’entertainment.

La nascita: born to be social

Introdotto nel settembre 2007 sulla piattaforma Twitter, fu per la prima volta proposto dallo sviluppatore Chris Messina.

L’evento scatenante avvenne durante gli incendi di San Diego durante l’estate del 2007: gli utenti Twitter iniziarono a pubblicare tweet seguiti dall’hashtag #SanDiegoFire.
Questa pratica si diffuse così velocemente che il team di Twitter fu costretto a introdurre ufficialmente questa funzionalità.

Cosa sono e come funzionano: what and how

Secondo la definizione “da dizionario”, l’hashtag è la “parola o frase (composta da più parole scritte unite), preceduta dal simbolo cancelletto (#), che serve per etichettare e rintracciare soggetti di interesse”.

Oggi l’hashtag indica un argomento o persone di interesse, e trasforma ogni parola o gruppo di parole, in collegamenti e parole chiave.
Questo ti permette di organizzare al meglio i contenuti, e tenere d’occhio gli argomenti che più ti interessano e appassionano, proprio grazie alla parola chiave.

Ad esempio, se vuoi dire la tua su una discussione in corso in una trasmissione televisiva basta, inserire nel tuo tweet l’hashtag della trasmissione stessa, e ne entrerai a far parte.
Gli altri utenti leggeranno quello che hai scritto e decideranno se commentare o retwittare.

Gli hashtag, se utilizzati nel modo corretto e scelti accuratamente, possono essere uno strumento prezioso per la creazione di engagement fra il brand e gli utenti.

Quali caratteri posso inserire in un #hashtag?

Prima cosa: gli spazi sono banditi. Anche se il tuo hashtag contiene più parole, devi unirle insieme. Se vuoi distinguere le parole, puoi usare le maiuscole (ad esempio #SocialMedia).
Le lettere maiuscole, infatti non modificheranno i risultati della ricerca: se effettuerai una ricerca con “#socialmedia” o con “#SocialMedia”, otterrai gli stessi riscontri.

I numeri sono supportati, ma non i segni di punteggiatura, come virgole, punti, punti esclamativi, punti interrogativi e apostrofi. Dimenticati di asterischi, simboli commerciali o altri caratteri speciali.

Non esiste un elenco prestabilito di hashtags. Puoi creare un nuovo hashtag semplicemente mettendo l’hash prima di una serie di parole, e se non è stato utilizzato prima, perfetto! Hai inventato un nuovo hashtag!

Gli hashtag e i social network: perfect together

Twitter

I tweet nei quali utilizziamo gli hashtag generano un livello di engagement due volte superiore rispetto a quelli in cui non ne utilizziamo.
I tweet con uno o due hashtag ottengono circa il 20% di engagement in più. Se invece se ne usano troppi, il livello di engagement tende a scendere.

Gli hashtags di Twitter sono più versatili rispetto ad altri social, e sono utilizzati principalmente per indicare specifici argomenti di conversazione.

Facebook

Benchè qualcuno la pensi diversamente, gli hashtag su Facebook non solo non funzionano, ma i post senza il cancelletto danno risultati migliori.

Facebook ha aggiunto il loro supporto nel giugno 2013, e la pratica non ha raccolto molto successo. Tuttavia, se clicchi su un hashtag presente su Facebook, sarai indirizzato verso un elenco di post che contengono lo stesso hashtag, e non saranno limitati a persone che conosci.

Anche qui: non c’è una regola precisa. Vale il solito suggerimento di testare i diversi casi personalmente.

hashtag

Instagram

Il caso di Instagram è particolarmente interessante perché rivela, per quanto riguarda la quantità di hashtag, un altissimo punto di saturazione.
In questo articolo ti consiglio i migliori da utilizzare.
L’interazione tra gli utenti tende a elevarsi notevolmente quando gli hashtag sono 11 o più.

Google+

Su Google+ i tuoi post generano automaticamente degli hashtag, proprio sulla base dei contenuti che condividi.
Stai attento perché spesso, però, non sono i più appropriati per identificare l’argomento del tuo post. Puoi aggirare il problema cancellandoli e modificandoli a tuo piacimento.

Google+, inoltre, rispetto agli altri Social, ti dà la possibilità di aggiungere hashtag sia al post, sia ai commenti, raddoppiando di fatto la possibilità di essere trovati.
E’ inutile ricordare che Google Plus è il social network di Big Google: gli hashtag ti aiuteranno a comparire con più facilità nei risultati di ricerca.

Alcuni consigli utili: best practices

Il primo è di essere specifico: se stai utilizzando un hashtag per partecipare a una conversazione, assicurati che l’hashtag sia specifico e rilevante per l’argomento.

Se stai parlando, ad esempio di come cucinare la paella, utilizza #paella, non #food. Un hashtag vago o generico come #food o #cook non ha la sua efficacia.

Gli hashtag, come i collegamenti, se li utilizzi troppo spesso possono diventare spam. Tre hashtags dovrebbero essere il massimo su Twitter e Facebook, su Instagram e Vine 10 o più.
Che senso ha impostare un tweet o un post con troppi hashtag?
Un esempio?  #disoccupato #ciociaro #sispara #davantialcimitero

 

hashtag

 

Altro consiglio: non utilizzare la stessa parola due volte o più nello stesso contenuto. E’ ridondante.
#Up è un grande film! Tutti a vedere #Up.

Dai un senso e un contesto: un tweet che contiene solo hashtag è fonte di confusione e noioso. Se il tweet recita semplicemente “#happy”, i tuoi follower non avranno la più pallida idea di cosa stai parlando! Allo stesso modo, se tweetti, “#BreakingBad è #stupendo”, non si potrà aggiungere molto alla conversazione…

 

E tu: sei un utilizzatore di hashtag compulsivo?
Lasciami un commento!

 

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